
Negli ultimi anni è notevolmente incrementato il numero di persone con tatuaggi, soprattutto tra i giovani.
I tatuaggi si distinguono in cinque categorie:
I pigmenti comunemente usati sono: carbone (blu-nero), sali di cadmio (giallo), sali di ferro (bruno), sali di cromo (verde), sali di cobalto (azzurro), solfuro di mercurio (rosso), cinnabar o colori vegetali.
La rimozione del tatuaggio consiste in varie sedute distanziate tra loro di 3/4 settimane tra l'una e l'altra. Il numero di sedute varia da un minimo di 4 ad un massimo di 10, in base all'estensione del tatuaggio, la quantità e il tipo di inchiostro utilizzato, nonché dalla profondità dell'inchiostro nella cute. Il nero, che assorbe tutta la lunghezza d'onda del laser, è il pigmento che si elimina più facilmente. I tatuaggi vecchi si eliminano più facilmente, in quanto il pigmento è all'interno dei macrofagi, cellule bersaglio per il raggio laser.
Per attenuare il fastidio causato dal laser, si applica una crema anestetica sulla parte da trattare 20-30 minuti prima della seduta. In alcuni casi si effettua anestesia locale utilizzando l'iniezione di un anestetico.
Prima e dopo il trattamento laser si consiglia di evitare l'esposizione al sole e alle lampade abbrozzanti.
Dopo l'intervento laser, la zona trattata può sanguinare, successivamente compare una crosta che di solito scompare in 7-10 giorni, e pertanto dopo ogni seduta il paziente deve applicare una crema antibiotica per alcuni giorni e proteggere la pelle con filtri solari a schermo totale se il tatuaggio è in una sede fotoesposta (come viso, mani, dècolletè).